Come affrontare l’università: 5 consigli

Come affrontare università

Come affrontare l’università? È una domanda che non si pongono solo gli studenti alle prime armi. Molti si sono addirittura laureati senza mai averlo mai imparato, quindi puoi stare tranquillo.

Innanzitutto bisogna partire dal principio:

1. Rispondi alla domanda “Perché vado all’università?”

Molti studenti universitari in realtà non hanno le idee chiare sul perché abbiano scelto di andare all’università. La maggioranza degli studenti sono lì perché non sanno ancora cos’altro fare. Generalmente non è neanche un loro obiettivo, ma quello ereditato, per non dire peggio, da familiari o amici/colleghi. È scontato che in questo caso il come affrontare l’università dovrebbe passare in secondo piano, e lasciare spazio al perché. A me è successo qualcosa del genere. Anche tu fai parte di questa schiera? Prima di tutto bisogna mettere in chiaro le cose con sé stessi, essere onesti e mettersi l’anima in pace.

“Se c’era da fare la scelta giusta, io ho sempre fatto la scelta sbagliata”

Avendo frequentato il liceo scientifico, ero praticamente vincolato a scegliere un indirizzo universitario e proseguire gli studi. Questa almeno era l’idea comune che c’era a quei tempi, ma credo che sia tutt’ora così. Ricordo che anche il peggiore della classe scelse di iscriversi all’università, nonostante sembrava che odiasse lo studio.

Una premessa che spero non sia necessario fare: a 14 anni, quando scegli quale scuola superiore frequentare, non lo scegli davvero tu. Anche tra quelli che sono liberi di farlo, solo una percentuale infinitesima ha già chiaro il percorso che vuole intraprendere. E ciò nonostante, non è detto neanche che il percorso l’abbia stato strutturato autonomamente. Su questo tema sono stati scritti centinaia di libri. Attenzione: questo non ha una valenza per forza negativa, ma sto divagando.

Fatto sta che di iniziare a lavorare non ne avevo molta voglia, non avendo nessuna competenza pregressa chissà cosa sarei finito a fare. Così ho pensato bene di iscrivermi ad una quinquennale di Ingegneria, nonostante odiassi la matematica. Il primo esame fu Analisi 1 e strappai un bel 29. Ad oggi la matematica è una delle mie materie preferite, che insegnerei volentieri. A pensarci bene, con l’inglese mi successe la stessa cosa tra le scuole medie e le superiori, ma sto di nuovo divagando. Sul come si possa trasformare qualcosa che odi fare in qualcosa che ami ci torneremo sicuramente in futuro. Dico solo che spesso accade il contrario, quindi non è nulla di magico, a differenza di quello che si crede.

Quattro mesi dopo aver iniziato l’università ho iniziato a lavorare, dopo altri cinque mesi avevo già trovato un secondo lavoro. Così, senza rendermene conto, ero passato dal non avere niente da fare al dover frequentare quasi 40 ore di lezioni settimanali, lavorare per altrettante ore, studiare e progettare.

Dopo un paio d’anni lasciai il primo lavoro che avevo trovato, per dedicare la maggior parte delle energie al secondo, e fare carriera lì. Per quasi un anno e mezzo sono andato avanti per inerzia all’università, senza dare esami o quasi, per poi tornare più deciso che mai a portarla a termine, continuando comunque a lavorare dove ero riuscito a salire diversi gradini. Ad oggi sono felicemente laureato e sto studiando per conseguire un’altra Laurea.

Con questa storia non sto cercando di mostrarti quanto sia stato figo e bravo, ma esattamente l’opposto. Il mio percorso è stato pieno di scelte sbagliate, che ho dovuto faticare per trasformare in opportunità e trarne soddisfazioni. Sul come fare ci torneremo.

Cosa voglio dire?

Il succo del discorso è racchiuso in queste domande:

  • Tu perché hai scelto l’università?
  • Quali sono i tuoi obiettivi? Saranno sicuramente diversi da quelli che erano i miei.
  • Perché sei lì?

Se non sai rispondere a queste domande, e intendo che devi saperle rispondere nel profondo del tuo stomaco, allora non hai una motivo prioritario per essere lì. Andare o meno all’università per te potrebbe essere esattamente la stessa cosa.

Conoscere le domande giuste, e risponderle sinceramente, ti rende consapevole e renderà la tua esperienza quanto meno più serena.

2. Qual è la tua vita universitaria ideale?

Ora immagina la tua esperienza universitaria ideale. Chiediti qual è il risultato migliore che ti piacerebbe ottenere dall’università, e non solo in termini di punteggi. Lascia che sia scollegato dal motivo per cui ti trovi lì. Che tu abbia iniziato l’università per un motivo preciso o meno, fermati e ragiona semplicemente su alcuni fattori che dovrebbe avere la tua esperienza ideale. Descrivili in maniera più dettagliata possibile.

Magari vorresti gestire il tutto senza stress, ma al contempo vorresti che l’esperienza sia sufficientemente sfidante per te. Vorresti fare nuove amicizie, divertirti, equilibrare la vita accademica con quella extra-universitaria.

Questo in realtà è un passaggio importante. Nella tua visione ideale non dimenticarti di immaginare come reagirai agli ostacoli. In questo modo diventerai un co-creatore della tua esperienza, invece che esserne solo una vittima. Fai in modo che sia un’esperienza che ti ispiri. Non lasciare che sia sfocata, deve essere chiara e dettaglia.

Qui c’è da dire una cosa molto importante: è naturale che la vita reale andrà a finire molto diversamente da come la visualizzi. Il punto non è precedere il futuro o limitare la tua libertà di poter prendere decisioni diverse da quelle che avevi visualizzato. La scena ideale serve a farti da mappa, per guidarti tra le tante opzioni.

3. Stabilisci come affrontare ogni materia all’università

Le materie insegnate all’università non sono tutte uguali, decidi cosa vuoi ottenere e come vuoi affrontare specificatamente ogni materia. Ti piace particolarmente? Vorresti fare la tesi con questo professore? La frequenza è obbligatoria?

Una credenza popolare, soprattutto per i professori stessi, è che ogni materia all’università abbia bisogno dello stesso interesse. La scomoda verità (in questo caso per lo studente è molto comoda) è che non è vero che all’università è necessario affrontare tutte le materie allo stesso modo. Non è neanche vero che la difficoltà è proporzionale ai crediti, questo probabilmente l’avrai già scoperto a tue spese se hai finito anche solo il primo semestre.

Ora, in base all’obiettivo che hai definito per ogni materia, determina la frequenza con cui andrai a lezione, in che zona ti vorrai sedere, quanto parteciperai attivamente e che tipo di relazioni vuoi stabilire con il professore.

Assegna le giuste priorità

Per qualche materia vorrai frequentare tutte le lezioni e magari fare domande durante o dopo la lezione, essere sempre in pari con lo studio e andare a ricevimento dal professore. Per altre ti accorgerai che è inutile seguire le lezioni. Magari il prof non si presenta quasi mai, oppure spiega relativamente poco rispetto a quello che dovrai studiare, o la materia non è troppo complicata o appassionante. Insomma, ci saranno materie che preferirai frequentare e altre che sarà sufficiente studiare dal libro o dalle dispense dell’insegnante.

Fai uno sforzo extra quando è necessario, ma sentiti libero di abbandonare le lezioni che hanno una bassa priorità in base agli obiettivi che hai stabilito. Questo è uno dei metodi fondamentali per risparmiare energia e concentrarla dove serve. Frequentare ogni materia dando il massimo ti porterebbe presto ad esaurire le tue energie, specialmente se fai altro oltre all’università.

Nel programma di ogni studente, alcune lezioni sono critiche mentre altre possono risultare addirittura banali. In genere dovresti poter abbandonare il 30-40% delle lezioni perché semplicemente non c’è bisogno di seguirle. Molto dipende anche da come è previsto che si svolga l’esame, cerca di informarti il più possibile in modo da preparare la tua strategia.

A volte raggiungerai i tuoi obiettivi, altre volte no. Anche se farai del tuo meglio, potresti incontrare insegnanti ingiusti, pigri, sessisti o incompetenti. Purtroppo esiste anche questa categoria, ricordati che la maggior parte delle volte non vale la pena intraprendere battaglie. La cosa migliore da fare è ignorarli e andare per la tua strada il prima possibile.

4. Svegliati presto tutti i giorni

Questo consiglio non è solo rivolto alla vita universitaria, infatti passeremo velocemente al prossimo. Svegliarti presto al mattino apre le porte a svariati vantaggi, per tutta la giornata. In particolare vedremo in un altro articolo quanto sia utile avere una routine mattutina, termine che tra l’altro va molto di moda in questo periodo.

Probabilmente la maggior parte delle volte sei costretto a svegliarti presto perché le lezioni iniziano di prima mattina. Tuttavia, anche nel caso tu non dovessi andare a lezione, prendi l’abitudine di svegliarti presto. Non dormire più del necessario.

5. Recupera il tempo perso durante le lezioni

Altra scomoda verità da affrontare: all’università non tutte le lezioni richiedono la massima concentrazione. A volte gli insegnanti non si presentano e mandano un supplente che non farà niente di troppo utile. A volte ribadiscono cose che già sai. Alcune lezioni richiedono la tua massima attenzione, altre magari solo per un 20%. Se non stai imparando attivamente durante le lezioni, allora stai perdendo tempo.

Quando una lezione è davvero impegnativa, allora siediti davanti e non perdere neanche una parola, fai domande e segui attivamente. Se la lezione e la materia invece non sono sfidanti, allora siediti nei posti dietro e sistema gli appunti di altre materie o prepara altre lezioni. Presta un minimo di attenzione in modo che se c’è qualcosa che vale la pena appuntare, potrai farlo. Un professore completamente onesto con sé stesso e non orgoglioso darebbe lo stesso consiglio.

Un buon trucco è quello di tenere sempre aperto un libro, in modo che appena il professore divaga in cose che non c’entrano nulla o poco importanti, avrai qualcosa di produttivo da fare.

Siamo onesti, chi non ha mai partecipato ad una di quelle lezioni dove le facce degli studenti la dicevano lunga su quanto tutti fossero annoiati e mezzi addormentati?

Conclusioni

Ricordati comunque di fare delle pause, è fondamentale perché non puoi concentrarti continuamente per tutto il giorno al massimo dell’efficienza. Quando hai bisogno di una pausa, fanne una vera. Se la tua università ha dello spazio all’aperto, siediti o sdraiati sull’erba e rilassati. Non scorrere in modo compulsivo i post di Instagram, dimentica lo smartphone per un attimo.

E tu che strategie utilizzi per affrontare l’università? Perché hai scelto di iscriverti? Fammi sapere nei commenti!

A presto, Stefano.

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