Mangiare sano: lo stai facendo bene?

mangiare sano

Mangiare sano è una delle tanti abitudini che la grande pandemia del 2020 ci ha costretto a seguire, o forse no.

Questo era il centro del discorso di un articolo che stavo leggendo questa mattina. All’inizio della lettura ho subito pensato che finalmente qualcosa si stesse muovendo. E no, non mi riferisco al tentativo di ridurre il gap tecnologico del nostro paese, ma alla maggiore importanza assegnata al mangiare sano. Importanza magari arrivata per non lasciarci più, o per essere tramandata di generazione in generazione, come la dieta mediterranea. Purtroppo ho dovuto subito ricredermi scorrendo le righe che seguivano. La lettura infatti terminava con la conclusione che sugli scaffali dei supermercati restavano gli avocado, a favore della pancetta di maiale.

La teoria dell’avocado sullo scaffale

mangiare sano

In un attimo, pensandoci bene, effettivamente tutto tornava al suo posto ed al normale scorrere della vita quotidiana. In fondo è così ovvio, ed è ciò che capita continuamente. A prescindere da tutto, l’uomo cerca una condizione migliore. Anche se la cultura, il sapere, l’innovazione e la scienza lo avviano su un sentiero lastricato di manifesti in cui si invoca ad un futuro migliore, la scelta istintiva di sopravvivenza lo riporta alla sua natura: quella di limitare lo stress e di rifuggire da ciò che lo fa sentire in pericolo.

Anche tu come me avrai seguito per un po’ di tempo una dieta o qualche consiglio nutrizionale. Lo avrai fatto con più o meno dedizione fino al punto in cui hai mandato tutto all’aria recuperando anche tutti i chili persi, con gli interessi, come si dice in questi casi.

Funziona così per molte altre cose, ma chissà perché se si potesse scommettere contro qualcuno che inizia a mangiare sano e seguire un regime alimentare, le probabilità di vittoria sul fallimento sono sempre maggiori. Certo, guardando la cosa da fuori c’è del comico e dell’assurdo in tutto questo, ma siamo ormai “ridotti” a questo.

Torniamo a noi, ti sarà sicuramente capitato di dover “stare attento” al modo di alimentarti. Magari perché il dottore ti aveva detto di mangiare sano per qualche ragione particolare. Magari l’aveva fatto il tuo allenatore quando dovevi rimetterti in forma e migliorare la tua condizione. Fatto sta che tutti ci siamo passati. L’improbabilità sta nel fatto che qualcuno debba dirci di mangiare sano perché da soli non riusciamo a capire cosa fa male e cosa no. L’assurdità si raggiunge quando ai consigli di cui sopra si aggiungono le quantità.

Se cerchi qualcuno che possa cambiare la tua vita, guarda nello specchio

L’uomo tende alla sopravvivenza e quando si vede costretto e con le spalle al muro, molla tutto e torna a quello che lo fa sentire bene, che non lo stressa, e quindi al comfort. L’omeostasi è una condizione che perdura vita natural durante e rullo di tamburi… nessuno riuscirà mai a trascinarci fuori dalla famosa zona di comfort senza il nostro consenso.

Così tu per mangiare sano ti sei sbattuto dietro a pasti improbabili, orari difficili e ti sei fatto andare giù cibi che non avresti mai pensato di poter ingerire solo perché qualcun altro te lo stava consigliando, e con quale risultato? Quello di buttare tutto all’aria alla prima difficoltà, alla prima perdita di motivazione, al primo ritardo nella scaletta di arrivo dei risultati. Siamo così, dobbiamo avere tutto sotto controllo.

Per non parlare delle quantità. Magari hai avuto la fortuna di imbatterti in qualcuno che ti ha indicato le grammature di ogni singolo alimento. Se hai voluto seguire la via fanatica del mangiare sano, probabilmente il tuo credo lo hai trovato fra il conteggio delle calorie e dei famosi macro.

Insomma numeri, numeri e ancora numeri, oltre ad uno snaturamento del modo di vedere ciò che mangiamo per renderlo ai nostri occhi del triste e trito carburante. La classica visione meccanicistica anche qui. Ci sei stato dentro per un po’, hai provato a fare tuo quel modo di vivere fra bilance per le quantità e app per il conteggio, poi che succede? Alla prima pandemia tutto all’aria.

2 concetti per dare una svolta alle tue abitudini

Per evitare di buttare all’aria tutti gli sforzi e per non iniziare qualcosa in maniera inconcludente devi innanzitutto comprendere e far tuoi due concetti fondamentali:

La motivazione è dentro di te

Nonostante la parvenza di “frase zen”, il messaggio è semplice: la motivazione non è un fattore esterno. A volte cerchiamo la motivazione fuori e, se proprio non riusciamo a trovarla, diamo la colpa al meteo deprimente, al disordine della stanza, ai vicini che urlano. La motivazione, intesa come motivi che inducono un individuo a compiere una determinata azione, non compare all’improvviso ascoltando la colonna sonora di Rocky. Trova i tuoi motivi, le tue ragioni.

Il fallimento fa parte del gioco: puoi sbagliare

Anche se vogliono fartelo credere, non siamo macchine. Ti starai dicendo che questo lo sai, ma anche se non ti conosco qualche indizio che potrebbe mettere in dubbio la tua certezza potrei dartelo fra queste righe. Uno fra tutti lo smartwatch. Questo simulacro di cruscotto di computer di bordo a cui ci si lega sempre di più con tutti i suoi valori, le sue statistiche, i dati ed i parametri, nonché il profilo che ne viene delineato, il quale dovrebbe rispecchiare chi lo indossa. Al diavolo.

Non sei una macchina e il cibo non è carburante. Studi hanno dimostrato che il cibo può essere spesso una fonte di sfogo ed un rifugio in situazioni di stress.

Pensa alle scene dei film in cui la classica ragazza appena lasciata dal fidanzato piange abbracciata ad un barattolo di gelato sul divano mentre guarda un film d’amore a lieto fine. Beh ecco. Il cibo è una cura per diversi stati emozionali e, cosa più importante, è fondamentale per il benessere. Ma parliamo di cibo con la C maiuscola e non di qualcosa che gli assomiglia, sempre più artificioso, trattato, processato e sempre meno nella sua forma naturale.

Conclusioni

Quello che voglio tu capisca con queste poche righe è che sei l’uno e l’altro e non o l’uno o l’altro. Sei quello che mangia sano ed anche quello che si prende una pausa e sgarra. Sei il tipo che compra gli avocado e che compra la pancetta. Non ti devi stupire né sentirti strano oppure fallito nel momento in cui per un attimo hai perso di vista il tuo obiettivo. È normale. L’importante è che sia tu a decidere e che ti goda il momento “rubato”. Vogliono farci credere che possiamo fare la rivoluzione se ci va, ma niente è come stare nella macchina. Hanno ragione?

Fabio.

Li hai già letti?