Prevedere il futuro: perché qualcuno ce la fa davvero?

prevedere il futuro

Prima di iniziare questo viaggio, suddiviso in due articoli (qui trovi la seconda parte), nella mente umana, è doveroso fare una premessa, direttamente dal vocabolario Treccani.

Mentre “predire” si usa in genere quando ci si riferisce a profeti e indovini, “prevedere” il futuro vuol dire ipotizzare la possibilità di un evento, supporre in anticipo ciò che avverrà.

Nulla di mistico o esoterico dunque, ma piuttosto qualcosa che facciamo ogni giorno. Quante volte in effetti ti è capitato di assistere alla relazione di un tuo amico mentre andava a picco, e nonostante tu continuassi a dirglielo, lui sembrava esserne ignaro?

È difficile superare i preconcetti e vedere dove è probabile che ci stia conducendo il nostro percorso, però spesso siamo bravissimi a prevedere il percorso degli altri.

Un primo semplice esercizio predittivo

prevedere il futuro

Prenditi un momento per pensare a qualcuno che conosci abbastanza bene, ma senza esserci troppo legato. Non un parente o un amico stretto quindi, ma piuttosto un collega di lavoro.

In base a quello che sai di questa persona, dove pensi che sarà tra cinque anni? A che punto si troverà della sua carriera, come saranno le sue relazioni e la sua salute?

Poi cerca di immaginare se perderà peso o se resterà così, se il suo reddito aumenterà o diminuirà, se vi conoscerete ancora.

Prenditi un minuto per rispondere a queste domande, poi prosegui.

Come hai fatto la tua previsione?

Ora mettiamo da parte le tue previsioni e concentriamoci invece su come le hai fatte e in base a cosa.

Ecco alcuni che fattori che potresti aver considerato, consciamente o meno:

  • Modello di comportamento
  • Abitudini
  • Personalità
  • Storia passata
  • Relazioni sociali attuali
  • Situazione finanziaria attuale
  • Salute ed eventuali dipendenze
  • Genetica e attributi fisici come aspetto e peso attuale

Scommetto che mentalmente hai fatto una fotografia di com’è oggi questa persona e di com’era in passato, per proiettarla avanti nel tempo. È un po’ come un problema di fisica. Una volta che conosci posizione, velocità e accelerazione dell’oggetto, puoi prevedere dove si troverà in un certo momento futuro.

Cosa manca?

Questa domanda mi ricorda quando il mio Professore mi diceva sempre di inserire il paragrafo “Cosa manca” nella tesi. Un paragrafo intero per spiegare cosa mancava rispetto a tutto quello che era stato scoperto fino a quel momento.

Torniamo a noi e lascia che io ti chieda questo: per fare la tua previsione, quanto hai preso in considerazione la coscienza, il libero arbitrio di questa persona? Hai considerato la sua capacità di prendere decisioni e quindi creare consapevolmente e attivamente la propria vita? Hai considerato i suoi sogni, i suoi piani e i suoi obiettivi?

In sintesi, ricollegandoci ad un nostro articolo sul coronavirus, hai visto questa persona come un prodotto del suo ambiente, personalità e abitudini attuali o come un prodotto di sue scelte consapevoli?

E se qualcuno oggi facesse la sua previsione su di te?

Cosa succederebbe se qualcuno leggesse questo articolo e facesse la sua previsione su di te?

Quanto pensi che sarà accurato, ignorando ogni riferimento alla tua coscienza e libertà di scegliere?

Tutto questo dipende da quanto sono potenti la tua mente e i tuoi pensieri. Stai gestendo tu lo spettacolo o lo stai semplicemente osservando?

Naturalmente ci sarà una certa sovrapposizione tra i tuoi pensieri coscienti e l’ambiente, ma nel momento in cui c’è un’incongruenza, qual è la presenza più forte? Se ad esempio abitudini e ambiente ti portano tendenzialmente ad essere disordinato e disorganizzato, ma nella tua testa hai preso la decisione di essere una persona ordinata e ben organizzata, chi sarà il vincitore tra cinque anni? In tuoi amici su cosa scommetterebbero e quanto avrebbero ragione?

Prevedere il tuo futuro

prevedere il futuro

Pensa a come prevederesti il tuo futuro. Useresti gli stessi criteri che hai utilizzato per il tuo conoscente o baseresti la tua previsione su altro? La tua decisione si baserebbe principalmente sul tuo passato e presente oppure sulla tua scelta consapevole del futuro?

Vai oltre e chiediti quale livello di accuratezza avresti sulla previsione del raggiungimento dei tuoi obiettivi scelti consapevolmente. 0%, 10%, 50%, 90%?

Quanto è forte la tua mente?

Cerca di capire in che grado la tua mente può alterare il tuo comportamento, come può rimodellare l’ambiente, trasformare le tue relazioni, e in generale quanta autorità ha nella tua vita.

La differenza tra una persona che vive attivamente e una che vive passivamente la noti subito: ti sarà capitato di conoscere qualcuno sovrappeso, ma di poter percepire la sua consapevolezza e decisione di voler dimagrire, la sua forza di volontà indomita, tantoché avresti scommesso che in cinque anni avrebbe perso peso.

Hai mai visto qualcuno aprire la propria attività e sapere dentro di te che avrebbe avuto successo anche se si fosse imbattuto in più ostacoli?

In genere si riesce a percepire quando la coscienza e la mente di qualcuno sono abbastanza forti da vincere nel lungo termine. Così come puoi percepire quando sai che qualcuno non ce la farà.

Le persone che ripetono: “troverò un modo, mi inventerò qualcosa” e che non si fermano davanti a nulla esistono. E di queste persone puoi dire di sapere con accuratezza che raggiungeranno i loro obiettivi.

Gli individui così brillano di energia e la senti già solo stando al loro fianco. Non ce ne sono molti. Il 95% delle persone purtroppo non è così, e mi sto mantenendo largo.

Vivere di scelte consapevoli non è semplice, tutt’altro. Quello che è semplice è rimanere nella propria zona di comfort e nella propria routine quotidiana, con giorni fotocopia per anni e anni. Quello è semplice, perché sappiamo perfettamente come si fa. Sappiamo come muoverci, una strada che conosci non ti preoccupa. Quando guidi neanche pensi alla strada se già la conosci. Vai in automatico, hai presente quando devi svoltare prima perché non stai andando al solito posto, ma sei sovrappensiero e ti dimentichi di farlo?

La notizia brutta è che, se è vero che è semplice vivere così, è altrettanto vero che sei solo uno spettatore.

Quanto sei in grado di plasmare la realtà intorno a te?

Immagina quanto potrebbe essere triste se l’anno prossimo, a quest’ora, ti trovassi esattamente nello stesso posto in cui sei oggi. Senza progressi: stesso peso, stesso conto in banca, stesso lavoro senza chance di crescita e che magari odi anche, stessi obiettivi irrealizzati.

Questo è uno dei migliori criteri che ho applicato su di me nell’ultimo decennio, e ti assicuro che è un validissimo aiuto contro l’insoddisfazione e soprattutto l’immobilità. Fare dei checkpoint con cadenza di un anno, o meglio ancora, poco prima della scadenza, accende un campanello d’allarme molto molto rumoroso. Il beneficio maggiore è che ti rende consapevole di cosa hai o non hai fatto. Trovare te stesso nell’identico punto del checkpoint di un anno prima senza aver fatto progressi, ti farebbe venire il pepe al sedere!

Non essere consapevoli di dove eravamo ieri e dove ci troviamo oggi è uno dei motivi per cui corriamo tutto l’anno e quando arriva il 31 Dicembre ci troviamo a fare resoconti della nostra vita pieni di insoddisfazione.

Quindi chiediti… quanto è forte la tua mente? Quanto sei in grado di plasmare la realtà intorno a te? Stai gestendo tu lo spettacolo o lo stai semplicemente osservando?

Nella seconda parte vedremo in che modo una maggiore consapevolezza può migliorare la tua vita.

Stefano.

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