Pensiero e azione: 2 dimensioni in conflitto

pensiero e azione

Bilanciare pensiero e azione non è sempre semplice, in particolare per coloro che decidono di iniziare un nuovo percorso.

A riguardo si legge tutto e tutto il contrario.

Scorrendo i post di Instagram può capitare che tu trovi prima la famosa citazione di Benjamin Franklin “Se fallisci nel pianificare, stai pianificando il tuo fallimento” e subito dopo l’ormai inflazionato motto “Just do it” della Nike.

Come fare quindi per capire quando far prevalere il pensiero e quando l’azione? Qual è il punto di equilibrio tra restare bloccati nell’analisi di ogni possibilità e l’impulsività eccessiva?

La differenza tra pensiero e azione

pensiero e azione

Per quanto io sia un fan dell’agire senza pensare troppo quando si è bloccati in un overthinking infinito che ci paralizza in una situazione che invece vorremmo cambiare, è chiaro che avere un equilibrio tra pensare e agire è necessario quando si tratta di come gestire il tuo progetto, una volta avviato. Una impulsività eccessiva alla lunga porterebbe a muoversi a caso, per non dire di peggio.

Pensiero e azione sono in realtà molto più simili di quanto crediamo.

La sensazione di sbilanciamento tra pensiero e azione è essa stessa un sintomo di una più grande incongruenza interiore. Quando credi che sia arrivato il momento di bilanciarle è perché ognuna di loro ti sta portando in una direzione diversa. Pensi in una direzione ma agisci in un’altra.

È facile cadere in questo stato di sbilanciamento quando ad esempio cambi la prospettiva del tuo pensiero, ma le tue azioni sono ancora regolate dal tuo precedente modo di fare. Quando stai agendo secondo il tuo precedente paradigma, ma stai pensando secondo il tuo nuovo paradigma.

È a questo punto che inizierai a sentire una divisione tra pensiero e azione.

Spesso capita che ottieni risultati da entrambi, ma ognuno ti sta portando in una direzione diversa, quindi finisci per chiederti quale sia la strada giusta da percorrere.

Conflitto tra vecchie e nuove abitudini

Sembra un conflitto tra pensiero e azione, ma se guardi abbastanza in profondità, vedrai che in realtà è un conflitto tra due paradigmi: il vecchio e il nuovo.

Il caso più comune è che i pensieri portano in una nuova direzione, mentre le azioni sono ancora radicate in vecchie abitudini. Ma potrebbe essere anche il contrario: il comportamento si sposta verso qualcosa di nuovo e i tuoi pensieri si trovano a dover recuperare terreno.

Questo può accadere ad esempio quando l’ambiente esterno forza un cambiamento di comportamento: ti trasferisci in una nuova città, cambi lavoro, inizi una nuova relazione, ecc.

Il tuo modello mentale del “chi sei” non ha ancora integrato l’intera estensione del tuo nuovo ambiente.

Personalmente credo che quest’ultima dicotomia sia la più distruttiva e contemporaneamente rivoluzionaria per una persona.

Scaraventarsi via dalle proprie abitudini, e forzarsi a iniziare qualcosa di nuovo perché si è consapevoli che quella è la scelta giusta, è il processo più veloce per rivoluzionare la propria vita, e di conseguenza il proprio modo di pensare.

Il modello mentale farà fatica inizialmente a star dietro al cambiamento e non è raro trovarsi nella condizione di ripetersi “Ma cosa sto facendo?” oppure “Sarà davvero stata la scelta giusta?”.

Nei momenti di crisi più profonda potresti anche arrivare a chiederti chi sei veramente. Se hai vissuto anche solo una svolta epocale nella tua vita, e sinceramente te lo auguro, sai a cosa mi riferisco.

Quindi, mentre puoi interpretare un conflitto tra pensiero e azione come causa di una mancanza di chiarezza nella tua vita, è più probabile il contrario: una mancanza di chiarezza crea un conflitto percepito tra pensiero e azione.

Le 4 dimensioni: quali sono le altre?

Il pensiero e l’azione possono essere percepiti come due diverse dimensioni di chi sei: il te mentale e il te fisico. Ma ci sono anche altre dimensioni: il te emotivo e il te spirituale. Quindi un modo per superare l’impasse percepita tra pensiero e azione è consultare le altre due dimensioni per vedere la situazione da altre prospettive. Cosa dicono i tuoi sentimenti riguardo a questo conflitto? Cosa ti dice la tua coscienza?

Quando metti insieme tutte queste quattro dimensioni (fisico, mentale, emotivo, spirituale) e raccogli input da tutte, ora hai molte più informazioni sul problema. Vedi tutte e quattro le parti invece che soltanto due.

In definitiva, ciò consente di immaginare una soluzione di livello superiore in cui tutti questi quattro “te” possano diventare congruenti, puntando tutti nella stessa direzione.

Questo ti permetterà di trascendere completamente il problema originale.

Albert Einstein ha affermato che i maggiori problemi non possono essere risolti allo stesso livello di pensiero che li ha creati. L’ha detto Einstein, mica ammiocuggino. Dunque il problema di un conflitto percepito tra pensiero e azione non può essere risolto a livello di pensieri e azioni.

Devi fare un passo indietro e vedere le prospettive di tutte e quattro le parti: corpo, mente, cuore e anima.

Solo allora una soluzione totale inizierà a focalizzarsi. In pratica si tratta di essere completamente consapevoli, invece di muoversi come un automa.

Ora, per evitare di sembrare un asceta orientale con tanto di narghilè, trasliamo tutta questa astrattezza in un esempio concreto.

Un esempio concreto su di te

pensiero e azione

Pensiero e azione

Supponiamo che tu gestisca la tua attività. Stai pensando a come far crescere il tuo business. Sembra una buona idea aumentare le entrate nonostante ti stia divertendo a gestire l’attività al suo livello attuale. Senti di avere le competenze giuste per far crescere gli affari. Poi però, quando si tratta di agire, ti senti bloccato. Non riesci a muoverti. Continui a lavorare su cose urgenti e blocchi gli importanti progetti di crescita.

Torni quindi nella tua zona di comfort di pensiero e pianificazione. Poi però inizi a pensare che forse stai pianificando troppo e inizi a chiederti perché non stai facendo niente per far crescere il tuo business, quando i tuoi piani sembrano così ben riusciti, almeno sulla carta. Cosa ti trattiene?

A livello di pensiero e azione non puoi risolvere il problema. Sei bloccato in un loop che ti rende insoddisfatto, e pensarci peggiora solo la situazione perché non capisci cosa ti blocca dal procedere.

Di tanto in tanto potresti avere quello che ti sembra un giorno produttivo, ma non avrai quella sensazione di essere nel flusso che ti accompagna ogni giorno con una sensazione di appagamento.

Quindi, qual è la soluzione?

Prova a consultare le altre parti di te che sono rimaste inascoltate.

Emozioni/sentimenti

Inizia con le tue emozioni e i tuoi sentimenti. Come ti senti onestamente nel pensare di far crescere il tuo business? Forse stai ricevendo segnali contrastanti lì.

Forse pensi che sarebbe bello avere un giro di affari più grande, ma sei anche un po’ a disagio su quanto più lavoro significherebbe. Non sei totalmente impegnato al 100% nell’idea di far crescere la tua attività. In parte sembra la cosa giusta da fare, ma in parte sembra anche sbagliata. Diciamo che non ci metteresti la mano sul fuoco. Questa è la prima prova di incongruenza interna che ottieni.

Spirito/coscienza

Continua consultando quindi il tuo spirito, inteso come la tua coscienza e le tue credenze più profonde.

Le migliori domande in questo caso sono:

  • Cosa dovrei fare?
  • Cos’è adatto a me?

Poi ascolta internamente la verità e non quello che vuoi sentire. Può essere necessario un po’ di coraggio per ascoltare questa voce evitando di “sintonizzarla” su quello che vuoi, ma questa è una voce che va ascoltata se si desidera ripristinare la congruenza e tornare in equilibrio.

Cos’è che potresti sentire ad esempio? Che non stai vivendo secondo ciò in cui credi. Oppure che non sei qui per questo.

Questa parte di te guarderà la tua attività e ti porrà tutte le domande più importanti.

  • In che modo la crescita della tua attività influirà sulla tua persona?
  • Che impatto avrà su tutte le persone intorno a te?  
  • Come si combina con il tuo senso più profondo di giusto e sbagliato?
  • Ne sei appassionato? E se questo fosse il meglio che sai fare?

Il processo è molto personale, non posso dire dove ti porterà ascoltare tutte le tue parti.

È una questione di equilibrio

pensiero e azione

Non sto dicendo che devi mollare tutto e andare a vivere alle Hawaii, rischiando di andare in rovina, se è questo che esce fuori dalla tua parte spirituale. Tutte le quattro dimensioni possono essere in equilibrio.

L’importante è che tu le ascolti tutte e che sfrutti il loro contributo per capire in che direzione andare.

Credo che tutte e quattro le dimensioni abbiano una loro prospettiva valida. Una prospettiva non è migliore o peggiore di un’altra. Alcuni problemi sono abbastanza semplici da richiedere una sola prospettiva per risolverli.

Il tuo corpo può affrontare la sfida di mangiare un pasto senza pensarci troppo. La tua mente può risolvere un problema di matematica senza bisogno di consultare i tuoi sentimenti. Le tue emozioni possono segnalare un pericolo senza consultare il tuo spirito. Ma a volte queste parti non si ascoltano a vicenda.

Il tuo corpo cerca di divorare il cibo spazzatura mentre la tua mente dice: “Metti via quel sacchetto di patatine!”

La tua mente si concentra su un risultato negativo mentre le tue emozioni dicono: “Mi stai stressando qui!”

E inizi a tramare vendetta per quanto sei arrabbiato, mentre il tuo spirito dice: “Credi nel perdono”

Ti lascio con una storiella divertente e concludo dicendo che tutto ciò è estremizzato per arrivare più facilmente al succo del discorso, che era quello di avere una maggiore consapevolezza per vivere meglio e più sereni.

Spero che tu non impazzisca e non inizi ad andare in giro parlando tra te e te a voce alta, con la scusa delle quattro dimensioni. Ma spero piuttosto che tu riesca a sentire meglio le tue sensazioni e le tue percezioni, per superare più velocemente i tuoi conflitti interiori e magari, perché no, non averne più.

Quale è stata la tua esperienza più sconvolgente che ti ha mandato in crisi o che ha rivoluzionato la tua vita e il tuo modo di pensare? Quale era il precedente modello comportamentale che hai superato? Discutiamone nei commenti!

Corpo, mente, cuore e spirito al tavolo delle negoziazioni

Il corpo vuole un grande stipendio. La mente vuole un lavoro interessante che si adatti ai loro talenti. Il cuore vuole divertirsi. Lo spirito vuole qualcosa che sia utile agli altri.

Il corpo allora sussulta: “Utile agli altri? Ma stai cercando di farci morire di fame?”

Il cuore risponde: “Essere utili agli altri ci farà sentire bene, ma non voglio fare un lavoro noioso tutto il giorno”

Lo spirito propone: “Mente, scopri come essere utili agli altri può essere divertente”.

La mente dice: “Deve essere una forma di servizio che si adatta ai nostri talenti, quindi qualcosa che siamo bravi a fare, e qualcosa di cui abbiamo passione, così ci piacerà.”

Cuore: “Mmmmmm, passione…”;

Corpo: “Scusa, ma come diamine ci guadagneremo da vivere in questo modo?”

Mente: “Se facciamo qualcosa in cui siamo i migliori, e se il mercato ha una domanda sufficiente, le persone saranno felici di pagarci per questo”

Corpo: “Dovrai fare di meglio per convincermi. So che ora possiamo guadagnare X facendo Y, e questo è sufficiente per me.”

Mente: “Ecco, mangia questo dolcetto mentre ci penso.”

Cuore: “Non mi sentirei bene lavorando solo per soldi”

Spirito: “Che ognuno faccia un elenco di carriere che potrebbero soddisfarlo!”

Ognuno fa la propria lista e iniziano a negoziare. Il cuore rifiuta il ragioniere. Lo spirito rifiuta l’idea di un sito web solo per adulti. La mente rifiuta l’atleta professionista. Il corpo rifiuta lo psicologo.

Alla fine tutti rifiutano i lavori di ogni elenco e devono tornare indietro per fare un nuovo elenco, ma stavolta lo fanno meglio perché sanno cosa vogliono gli altri.

Quindi ognuno inizia a elencare idee che hanno maggiori possibilità di accettazione da parte di tutti. E dopo un po’ trovano alcuni lavori che potrebbero davvero funzionare e scelgono il migliore tra quelli. Attraverso questo processo di negoziazione interna, scoprono l’opzione migliore, così possono finalmente impegnarsi.

La congruenza è raggiunta e, andando avanti, la nuova carriera soddisferà tutte e quattro le parti nel modo più completo possibile. Tutto il conflitto percepito tra pensiero e azione svanisce.

Pensieri, azioni, sentimenti e credenze sono tutti diretti nella stessa direzione.

Stefano.

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