Definire un obiettivo: 3 segreti fondamentali

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Spesso ci poniamo obiettivi per poi abbandonarli dopo poco tempo. Ecco spiegati quali sono i 3 passi essenziali per definire un obiettivo e facilitarne dunque il suo raggiungimento.

Ti sarà capitato almeno una volta di porti un obiettivo e sentirlo decisamente tuo. Avevi la motivazione alle stelle, e per l’entusiasmo avresti voluto bruciare direttamente tutte le tappe.

Dopo una partenza piena di entusiasmo, quella motivazione è svanita più o meno rapidamente e tutto è tornato come prima.

Lo slancio iniziale è variabile, per cui potrebbe durare solo ore, giorni, ma anche settimane o mesi, contrariamente a quello che si pensa.

Ti ho già rivelato la strategia per riuscire in qualsiasi cosa e ti avevo anticipato che il discorso andava arricchito. 

Come fare quindi per definire un obiettivo in maniera corretta e di conseguenza mantenere alta la motivazione e il focus?

1. Definire un obiettivo ambizioso… ma non troppo!

Sì, hai letto bene, e già da qui dovresti intuire la differenza di questa pagina rispetto al 90% di quelle che avrai letto finora. Ti hanno sempre detto che devi scegliere un obiettivo ambizioso.

Avrai sicuramente sentito il proverbio “punta alla luna, male che vada avrai vagabondato tra le stelle”.

Sicuramente è un modo di dire molto motivante e per certi versi è vero, ma la verità nuda e cruda è che darsi un obiettivo troppo impegnativo, ambizioso e irraggiungibile, è decisamente controproducente.

Cerchiamo di approfondire. Se io oggi decidessi di perdere 10kg in 10 giorni probabilmente dopo la prima giornata in cui ho visto di non aver ottenuto risultati, mollerei tutto e lascerei perdere.

Più che per la forma fisica, vedo questo processo svolgersi spesso nello studio. Agli studenti capita spesso di lasciarsi tutto il programma a ridosso della data dell’esame, prima di iniziare a studiare, o comunque prima di iniziare a farlo seriamente.

Studiare un libro di 300 pagine in 10 giorni, per quanto possibile, non è assolutamente consigliato, ma, soprattutto, il rischio è quello di abbandonare l’ardua impresa a metà, o prima.

Questo succede perché ti sei posto un obiettivo troppo ambizioso, non sostenibile nel tempo. La motivazione iniziale potrebbe aiutare nei primi passi, ma è facile che dopo poco, di fronte alle prime difficoltà, siamo costretti a mollare.

Ma andiamo ancora più a fondo e vediamo qual è la soluzione: poniti un obiettivo raggiungibile.

E nel farlo devi essere assolutamente onesto con te stesso. Inutile dire che preparerai 3 esami in 2 giorni, se già sai che per farlo è necessario molto più tempo.

Inutile dire che la prima volta che andrai a correre farai 10 km in 30 minuti, se non hai mai provato a correre in vita tua.

È solo controproducente, e non otterrai nessun risultato se non quello di scoraggiarti. Restando nell’esempio della corsa, ha molto più senso dire che entro 60 giorni dal primo giorno di allenamento, arriverai a correre per 10 km in 30 minuti.

Se hai solo 3 giorni per preparare un esame o una materia che in media richiede tra i 20 e i 30 giorni, ha molto più senso cominciare a prepararne un altro con una scadenza più adatta, per non rischiare di non avere successo in nessuno dei due.

Il tuo obiettivo deve essere raggiungibile. Devi avere consapevolezza della tua condizione attuale e delle tue possibilità attuali.

È possibile che qualcuno di voi stia storcendo il naso, perché non era quello che voleva sentirsi dire. Ognuno di noi è in cerca del segreto per ottenere tutto e subito, e siamo disposti a pagare cifre esorbitanti per farcelo rivelare.

Tutti i fantomatici guru presenti là fuori questo lo sanno, e vendono corsi a centinaia se non migliaia di euro grazie a questa nostra esigenza.

Passiamo dunque al prossimo passo, una volta definito il tuo obiettivo.

2. Dividere l’obiettivo in parti più piccole

Un’altra strategia madre per definire un obiettivo, è quella di suddividerlo in micro-obiettivi. Questo è un altro consiglio che quasi nessuno dà, e infatti resta sconosciuto ai più. Eppure è di fondamentale importanza, e va applicato esattamente dopo la scelta dell’obiettivo.

Non è sufficiente infatti decidere cosa vuoi ottenere e in quanto tempo. L’importanza di dividere il tuo obiettivo in parti più piccole è direttamente proporzionale a due fattori che tendenzialmente vanno di pari passo:

  • La grandezza dell’obiettivo
  • La lunghezza della scadenza

Supponiamo che abbia deciso di definire un obiettivo come ad esempio dare tutti gli esami della sessione o dell’anno accademico. In questo caso:

  • L’obiettivo è grande e abbastanza ambizioso perché si parla di un numero variabile tra 6 e 10 materie. Esso è anche raggiungibile, poiché non si sta cercando di compiere nulla di disumano e potenzialmente scoraggiante.
  • La scadenza è mediamente lunga, in quanto si tratta di circa un anno. Da uno a tre anni infatti la scadenza può essere considerata di media durata. Una scadenza di cinque anni inizia ad essere invece di lunga durata.

Tutto ciò comunque non basta, devi suddividere il tuo obiettivo in tante piccole parti, possibilmente misurabili quotidianamente. Ti consiglio di applicare suddivisioni a breve termine sia su scala giornaliera, che mensile.

Per quale motivo questo passaggio è essenziale? Vedendo il tuo obiettivo troppo lontano temporalmente e non potendolo misurare giorno per giorno, ti metti di fronte a diversi rischi.

Il primo è quello di muoverti a casaccio, come se fossi in un tunnel dove hai deciso di entrare, ma senza lanterna. Scoraggiarsi e tornare indietro è una possibilità molto alta. Come si suol dire: “non vedo la luce”.

Inoltre non avresti nessun strumento per misurare il tuo andamento e il tuo impegno. Non sapresti quanta strada hai percorso e quanta ancora te ne rimane da percorrere per giungere alla meta.

Direi che ci sono già molte nozioni da digerire, per cui ti spiegherò in un altro come suddividere il tuo obiettivo per portare la tua produttività al 100%.

3. Attenersi al piano e non strafare

Voglio darti infine un ultimo consiglio tabù e sfatare un altro mito. Una volta definito definito il tuo obiettivo e dopo averlo suddiviso in tante parti più piccole, attieniti esattamente alla tabella di marcia e non strafare.

Credo che tutti noi siamo caduti su questo punto più di una volta.

È luogo comune infatti pensare che bisogna dare il massimo finché si hanno ancora energie a disposizione ovvero “battere il chiodo finché è caldo”.

In realtà, almeno per l’argomento in questione, il segreto è fare esattamente il contrario.

Per quanto possa sembrare controintuitivo, il trucco è proprio questo: non fare più di quanto ti eri prefissato all’inizio. Se nella tua tabella di marcia hai deciso che domani studierai 20 pagine, fermati una volta arrivato al tuo micro-obiettivo di quel giorno.

Può capitare che quelle pagine trattino un argomento più semplice per te da studiare per cui, arrivato a fine giornata, tu abbia ancora tempo e energie per proseguire con altre pagine.

Non farlo, rischieresti di instaurare un meccanismo di compensazione del tempo per cui “se oggi riesco a fare 40 pagine, domani avrò il giorno libero” oppure “oggi non ce la faccio proprio, faccio solo 10 pagine e domani ne farò 30”. Ti suona familiare?

Se questo principio può sembrare strano per quanto riguarda lo studio, immagina di applicarlo ad esempio per l’assunzione di calorie giornaliere o nei minuti di allenamento: ti renderesti subito che non è poi così controintuitivo.

Non avrebbe davvero senso fare 10 minuti di allenamento oggi e recuperare con 110 minuti domani, piuttosto che farne 60 oggi e 60 domani. Così come non avrebbe senso assumere zero calorie oggi e 4000 domani.

La stessa regola vale per tutti i tuoi micro-obiettivi: fermati quando hai raggiunto l’obiettivo giornaliero e goditi il meritato riposo. Partirai ancora più carico e motivato per il giorno successivo.

Stefano.

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