Tempo libero: cosa fare se proprio non ne hai

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Ti sei mai preso un giorno libero o, come va di moda chiamarlo adesso, un giorno off? Non uno di quelli finti e politicamente corretti, ma di quelli reali dove non ci sei per nessuno se non per te stesso. Se sì, a quando risale?

Il concetto di libertà è ben noto a tutti, quel senso di non avere costrizioni, di non dover rendere conto. Ma il concetto di tempo libero ha poco a che fare con questa definizione e il lusso di potersene permettere un po’ ogni tanto è impareggiabile, per non parlare poi di poterlo fare quando se ne ha bisogno.

Ciò che mano a mano sta gradualmente sfuggendo sempre più è la necessità crescente di avere del tempo libero.

Sì, ne hai bisogno, in fondo lo sai, ma non hai il coraggio di dirtelo in faccia e sai perché? Perché guardandoti intorno sembrerebbe che per gli altri non è così. Allora perché proprio tu dovresti? D’altronde, tutti vanno comunque avanti senza questo benedetto momento di svago, quindi puoi farcela, giusto? Sbagliato.

Il tempo libero come bene di lusso

Il lusso è dettato esattamente dal fatto che a questi ritmi nessuno si ferma più un attimo a riposare, e avere il bisogno sacrosanto di tanto in tanto di farlo è valutato da chiunque, ormai, sintomo di debolezza. Debolezza che una società competitiva come quella attuale vede come un limite, come un punto debole. Insomma, non mostrare le ferite agli squali perché si sa, che è proprio dalle ferite che poi si viene colpiti.

Aggiungerei un altro punto di osservazione della questione che potrebbe aiutarti a chiedere se puoi essere annoverato tra i fortunati a cui è concesso un giorno di sclero e del tempo libero oppure no. Se sei tra quelli su cui si può contare sempre, probabilmente dovrai scordarti di poter avere una giornata storta.

Piuttosto ti avranno detto di imparare a compartimentare ogni settore e a non lasciare interferire i problemi di lavoro con quelli di vita privata e viceversa.

Questa l’hai già sentita vero?

Insomma, si aspettano di trovarti con il sorriso sempre e comunque, pronto ad ascoltare. Immagina di essere quel classico barista nei film americani che ascolta i problemi di tutti. Questo ti rende un accumulatore di tensioni inespresse e chi più di te si merita un giorno libero, anzi un day off? Il termine off rende meglio l’idea dell’importanza.

Off è quando qualcosa è spento e di sicuro possiamo capirne meglio la valenza immaginando qualcosa che sia scollegato, disconnesso. Oggi non lo siamo mai.

Basti pensare che un telefono può tranquillamente sostituire una postazione multimediale di un ufficio, fra mail, foto, invio e ricezione di documenti, conference call ecc, ecc. e viviamo con quel coso attaccato alla nostra mano tutto il giorno.

Quante volte hai risposto ad una telefonata che non potevi assolutamente rifiutare, trascurando quello che stavi facendo in quel momento?

Quando ero piccolo mi ricordo le peggiori litigate tra mio padre e mia madre per le telefonate che arrivavano puntuali all’ora in cui si era seduti a tavola. Non c’era verso di rispondere, quel momento era sacrosanto e niente e nessuno poteva giustificare un’interruzione.

Adesso è complicato ignorare perfino un messaggio, figuriamoci avere tempo libero per un giorno di completa libertà.

La famosa messaggistica definita “istantanea” ha dato un brio ulteriore al tempo di attesa, unito ai vari servizi di consegna dei prodotti ordinati online il giorno stesso o quello successivo. Insomma, tutto accelerato, tutto più intenso, tutto tremendamente senza pause.

La vida es un carnaval

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La nascita del Carnevale si deve proprio a questo. Sì sì, quel carnevale, quello con le maschere, i coriandoli, gli scherzi e tutto il resto. Per un breve periodo (la durata varia da un paio di settimane a un mese) nell’arco di un anno si dava sfogo a tutte le proprie energie, prima dell’inizio del periodo di quaresima in cui tutti avrebbero dovuto fare dei sacrifici.

E grazie alle maschere si poteva interagire anche con appartenenti ad altre caste sociali, senza distinzione di sorta. Insomma un divertimento trasversale che sarebbe servito ad accumulare le energie sufficienti ad affrontare il resto dell’anno. E tu da quanto non hai il tuo carnevale?

Non solo non esiste più tempo libero, ma non esiste più neanche una suddivisione del tempo. Adesso è sempre il momento buono per fare qualcosa, e questo non è naturale.

La natura per definizione ha i suoi cicli, ha le sue stagioni, e noi, pur appartenendo alla natura, ci siamo obbligati a rifiutare questa parte importante. Ci siamo costretti a tagliare i tempi morti, pensa un po’, come fossimo macchine.

Il ragazzo di campagna

Riflettici. Quando si lavorava in campagna, i ritmi erano dettati ancora dalla natura. C’era il sole? Si facevano delle cose. Pioveva? Se ne facevano altre. E poi le stagioni ordinavano il ritmo con la luce e le temperature. Insomma la vita era ovviamente diversa e se ci pensi bene, integrata com’era con quella del contadino, ne dettava usi e costumi. Così si avevano sia periodi meno intensi che momenti più sostenuti, ma tutto nel rispetto della sostenibilità. Ancora adesso, pensandoci bene, si dice “fare una scampagnata” quando si lascia intendere di uscire dal solito.

Oggi non è più così, ed è ovvio per te se frequenti già il mondo del lavoro. Se stai ancora frequentando la scuola è giusto che tu lo sappia, perché presto ne farai parte. Il tempo non ha più delimitazioni. Il lavoro può essere svolto anche di notte, vedi quelle fabbriche che lavorano per turni.

La globalizzazione ha portato un avvicinamento dei mercati quindi se è notte e tu dovresti dormire, in Oriente però si appena fatto giorno e ci sarà il bisogno di qualcuno che si occupi di quella fetta di mondo. O magari viceversa, sei tu che ti occupi di lavorare di notte e hai bisogno di dormire durante il giorno.

Ma allora la tua vita come funziona?

Facile! Centri commerciali aperti anche la domenica e palestre aperte H24. Stiamo impazzendo senza rendercene conto perché in realtà siamo fin troppo concentrati a fare altro, assorbiti come siamo da tutti questi stimoli. Il tempo definito “libero” nasce proprio quando per tutto il resto della giornata non lo siamo più!

Prenditi una pausa

Fermati un attimo appena puoi, dammi retta. Prendersi del tempo libero, quello vero, non è sintomo di debolezza, te lo posso assicurare. Riprendi fiato, come quando stai praticando sport. Impara a gestire le tue energie, a dosarle e ad indirizzarle verso ciò che ti fa bene e che ti fa stare bene. E se questo corrisponde al tuo lavoro perché hai la fortuna di fare qualcosa che ti piace, allora ancora meglio! Devi dare il meglio e puoi farlo solamente quando sei al meglio.

Recupera, riposati, stacca quella spina e guarda il tutto da fuori. Ti servirà per avere nuove idee, nuove prospettive ed una migliore qualità del tempo speso.

Non devi mollare, nessuno sta dicendo questo, anzi è l’esatto contrario: se sei preparato, fresco e riposato non penserai nemmeno per un attimo di vanificare tutti gli sforzi fatti per arrivare dove sei, che tu stia pensando ad un aspetto professionale o di vita privata.

Se la tua valvola di sfogo funziona e tu vuoi imparare a capire quando è il momento di attivarla per non esplodere, devi scoprire come sei fatto, fino a che punto puoi reggere. Per farlo, esiste come unico modo quello di arrivare ogni volta vicino al limite, ma mai superarlo. Piuttosto spingerlo un po’ più su, ma solo se ritieni che ne valga la pena e solo se tu vuoi farlo. Altrimenti va bene così. Il segreto sta nella qualità e non nella quantità del tempo che deciderai di dedicarti.

Fabio.

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